Piatto doccia: quali sono i materiali più adatti

Il piatto doccia completa il vano doccia e deve essere funzionale, moderno, confortevole, sicuro, resistente nel tempo e facile da pulire. Una volta valutato lo spazio disponibile per il piatto e per la posizione del vano doccia, si può scegliere il modello più idoneo.

Si distinguono i piatti doccia in appoggio, ovvero con un gradino rispetto al pavimento, quelli a filo pavimento e ad incasso, ovvero parzialmente inseriti nel massetto e che formano quindi un piccolo scalino. I materiali principali sono  acrilico, ceramica, resina e  pietra.

 

Le tipologie di piatti doccia

I piatti doccia in acrilico sono i più economici. Leggeri, facili da installare e poco scivolosi, sono reperibili con spessori ridotti e vengono installati filo pavimento. Le forme più comuni sono la rettangolare e la quadrata. L’installazione avviene con appoggio con altezza oltre 3 cm oppure filo pavimento per altezza 2-3 cm. Gli svantaggi sono l’ingiallimento se viene a contatto con fonti di calore e raggi UVA, e la tendenza a macchiarsi se sul piatto restano residui di shampoo e sapone. Inoltre, non deve entrare in contatto con detergenti aggressivi.

La ceramica è il materiale più noto. È facile da pulire, resistente anche ai prodotti per la pulizia più aggressivi, non altera il suo colore nel tempo. Installato in appoggio, alcuni modelli hanno un’altezza di 2-3 cm. Il colore è bianco e le forme principali sono rettangolare, quadrata e semicircolare. È lineare, disponibile con la rifinitura superficiale effetto pietra ed è il più competitivo sul mercato. Lo svantaggio principale è che se si sceglie l’effetto pietra, si deve stare attenti a rotture e rigature. Sono disponibili in molte finiture e colorazioni, sono improbabili da rigare e macchiare e il colore non tende a trasformarsi nel tempo.

 

 

I piatti doccia in resina sono a filo pavimento (fino a 3 cm). La particolare finitura in pietra rende disponibili forme sagomabili su misura, diversi colori ed è anche ripristinabile in caso di schegge o righe. Sono resistenti a detersivi aggressivi. Lo svantaggio è che il colore può cambiare, può macchiarsi facilmente se manca lo strato di gelcoat in superficie e risente delle forti variazioni di temperatura. Varianti di questo materiale sono l’ecomalta ed il corian. Il primo è una resina a base acquea con un effetto spatolato. Traspirabile e fruibile in molti colori, ha uno spessore ridotto che permette l’installazione a filo pavimento. Per il fatto di essere uno scatolato in acrilico rivestito, va lavato con una soluzione al 70% di acqua ed al 30% di aceto. Il corian è composto per due terzi da idrossido di alluminio e per un terzo da resina acrilica. È sottile, resistente ad urti, graffi e macchie. Poiché contiene resina non deve essere soggetto a variazioni termiche.

La pietra ha una bellezza naturale, garantisce pregio estetico e sicurezza perché è antiscivolo. La pietra più utilizzata è l’ardesia e per la sua malleabilità si presta alla personalizzazione. Corre il rischio di depositi di calcare per cui va pulita con il vapore a 100 °C o detergenti anticalcare.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *